Dr. Pugno di ferro

La statua di Lenin è stata buttata giù, a Kiev, con spranghe e corde e poi spaccata con i martelli, e il presidente, Viktor Yanukovich, da oggi inizia a parlare con l’opposizione per cercare una via d’uscita dalle proteste, con la polizia che intanto smantella le postazioni dei manifestanti. La solerte capa della diplomazia europea, Catherine Ashton, è in arrivo oggi in Ucraina e si fermerà fino a domani per capire quanto si possa ancora riparare il negoziato con il presidente, il quale ha scelto – e pare non voler tornare indietro – il prestito da 15 miliardi concesso dalla Russia al posto del patto di libero scambio con l’Unione europea.
15 AGO 20
Immagine di Dr. Pugno di ferro
La statua di Lenin è stata buttata giù, a Kiev, con spranghe e corde e poi spaccata con i martelli, e il presidente, Viktor Yanukovich, da oggi inizia a parlare con l’opposizione per cercare una via d’uscita dalle proteste, con la polizia che intanto smantella le postazioni dei manifestanti. La solerte capa della diplomazia europea, Catherine Ashton, è in arrivo oggi in Ucraina e si fermerà fino a domani per capire quanto si possa ancora riparare il negoziato con il presidente, il quale ha scelto – e pare non voler tornare indietro – il prestito da 15 miliardi concesso dalla Russia al posto del patto di libero scambio con l’Unione europea. Yanukovich ha dalla sua i conti: con un miglioramento sensibile delle tariffe del gas, il capo del Cremlino Vladimir Putin ha messo un’ipoteca sulla fedeltà dell’Ucraina. Ma la piazza non vuole cedere, anzi chiede che se ne vadano tutti: il presidente, il governo, il Parlamento.
Da tempo si cerca un capo di queste proteste, dal momento che la “leader morale”, Yulia Tymoshenko, è chiusa in carcere. Il successore naturale sembra essere Vitali Klitschko, un pugile famoso che ha deciso di entrare in politica qualche anno fa senza per ora godere di grandi gioie. Ieri lo Spiegel ha caricato la sua figura di altri e più importanti significati: il magazine tedesco dice che l’Ucraina è un campo di battaglia tra la cancelliera di Berlino, Angela Merkel, e Putin. E Klitschko è l’uomo che Merkel, assieme ai Popolari europei, ha scelto per lo scontro finale con i russi. Tra Bruxelles e Budapest – scrive sempre lo Spiegel – c’è un team che sta preparando il personale politico di Udar, il partito del pugile, a fare lavoro parlamentare ma anche alla messa a punto di una rete di sezioni di Udar sparse sul territorio ucraino. Due settimane fa, quattro rappresentanti della compagine di Klitschko sono arrivati a Berlino e hanno icontrato rappresentanti del partito della Merkel e funzionari dei ministeri della Giustizia e del Lavoro. Ma è soprattutto il pugile, che ha vissuto in Germania nove anni pagando lì le tasse, cosa che gli viene sempre rinfacciata, ad aver ricevuto buona parte della formazione: da tempo Klitschko incontra il capo del gabinetto di Merkel, quel Ronald Pofalla che da anni si occupa delle forze politiche d’opposizione nell’Europa orientale, in particolare in Bielorussia. Il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, ha incontrato il pugile in molte serate di gala in Germania, e anche a Vilnius, a quel vertice che avrebbe dovuto segnare l’inizio di una collaborazione fattiva tra Ucraina ed Europa e invece è stato un disastro, Klitschko aveva incontrato il braccio destro di Merkel sulla politica estera, Christopher Heusgen. Secondo lo Spiegel, al vertice di metà dicembre è probabile che ci sarà finalmente l’incontro tra la cancelliera e il pugile, magari anche una foto assieme: la Kanzlerin è convinta che soltanto con la sostituzione di Yanukovich si possa rimettere Putin al suo posto. I tempi forse non sono ancora maturi, ma per le presidenziali del 2015, tutto deve essere pronto.
Secondo gli studi fatti fare da Merkel, Klitschko è integro e non corrotto: si sa che i suoi soldi vengono dalle vittorie (tante) sul ring. Ha imparato in fretta a parlare in ucraino (fino a tre anni fa parlava solo russo), e questo ha contribuito ad amplificare la sua aura da eroe nazionale con cervello, visto che ha un dottorato in Scienze dello sport: lo chiamano Dottor Pugno di ferro. E’ riuscito per ora a contenere le voci su un presunto figlio illegittimo e sulla probabile fine del suo matrimonio, durato 13 anni con tre figli. Ma tutti concordano: per farcela, deve diventare un politico ben più esperto. E’ vero che non gli fa paura il sangue – e con Putin dall’altra parte è un fattore importante, come ha detto un imprenditore pro Europa al Financial Times – ma non è ancora pronto per la politica dell’Ucraina. Per il Palazzo s’intende, ché la piazza è già tutta con lui.